Dovendo dare una definizione di alpinismo potremmo dire che è l’insieme delle attività fisiche e mentali che una persona può mettere in campo per conquistare una montagna.

Esiste quindi un target che si suppone sia la vetta ed esiste un insieme di conoscenze pratiche che consentono di raggiungerlo.

È interessante considerare come l’alpinismo differisca in buona parte dall’arrampicata per due motivi principali: il target e la dimensione emotiva che occupa in chi lo pratica.

A proposito del target possiamo dire che la cima della montagna rappresenta per l’alpinista l’obiettivo primario, mentre per l’arrampicatore è più la via stessa di arrampicata a rappresentare la ragione dell’atto di arrampicare. La chiusura (completamento) della via, certo, ma non necessariamente il raggiungimento di una vetta.

Per quanto riguarda la dimensione poi, se l’alpinismo può rientrare in quella dell’avventura, l’arrampicata è molto più vicina a quella dello sport.

Gli stili dell’alpinismo

Abbiamo parlato prima di “insieme di attività” ma potremmo aggiungere che esistono anche diversi tipi di stile.

È verosimile che l’uomo abbia sempre avuto sete di conquista e nei secoli, avventurieri di ogni sorta si sono cimentati nel superare i confini della conoscenza e delle capacità, attraversando mari, deserti o scalando montagne.

L’alpinismo come lo intendiamo oggi, cioè come attività non dettata dalla necessità di conquistare un nuovo territorio o di procacciarsi cibo, prese piede agli inizi del 1800.

Allora i pionieri europei cominciarono a esplorare le montagne dell’arco alpino e, in seguito, generalmente sovvenzionati dagli stati stessi di cui erano cittadini, organizzarono spedizioni composte da numerosi alpinisti e portatori alla conquista di cime esotiche e inviolate. Lo stile prese quindi a differenziarsi in Stile Alpino e Stile Spedizione.

Stile Alpino

Il primo vedeva generalmente impegnati pochi compagni di cordata e date le vicinanze dell’obiettivo, non necessitava di portatori o logistica complessa. Era quindi più snello in ogni sua componente e chiaramente più veloce.

Stile Spedizione

Il secondo tipo, al contrario, prevedeva lunghi avvicinamenti, squadre numerose di alpinisti e portatori, notevoli quantità di materiali da trasportare ai campi base e in quota e aveva le caratteristiche di un “assedio” prima che di una conquista.

I due stili, ancora oggi esistenti, hanno però trovato in alcuni casi un comune terreno d’azione. L’alpinismo delle grandi cime infatti, o Himalayano, viene affrontato ormai da decenni anche in stile alpino. Con squadre snelle o in solitaria, con attrezzature ridotte al minimo e in tempi da record.

L’insieme delle attività

All’inizio parlavamo di un insieme di attività fisiche e mentali. Le une strettamente connesse alle altre.

Sarà la mente a pianificare l’obiettivo e i modi per raggiungerlo, e sarà ancora la mente impegnata a trovare strategie sempre diverse per risolvere le difficoltà che si susseguiranno lungo il percorso. Al contrario sarà il corpo ed eseguire quelle attività tecniche apprese ed evolute nel tempo ed eseguire ciò che la mente detta.

I terreni di azione dell’alpinismo sono molteplici perché complessa è la montagna. Si può trovare roccia, neve fresca o ghiaccio e l’alpinista se necessario deve sapersi destreggiare in ognuno di questi ambienti.

Mutuerà dell’esperienza in arrampicata le tecniche per risalire su roccia o da quella di ghiacciatore per superare pendii ghiacciati o da quella invernale su neve profonda, le tecniche per procedere al sicuro da valanghe, crepacci o seracchi.

L’esperienza è tutto

Ogni ambiente richiede tecniche adeguate per potersi proteggere ed avanzare, e la padronanza delle stesse, oltre al buon senso, fa la differenza fra il successo e l’insuccesso, la vita e la morte.

Avventura e unti di vista

L’alpinismo, dicevamo, coincide con l’avventura. Certo una via alpinistica frequentata da centinaia di alpinisti ogni stagione conserva ben poco del carattere esplorativo o del fascino dell’ignoto, o ancora, può essere oggettivamente poco pericolosa. Tuttavia, l’ambiente stesso su cui si svolge l’attività può repentinamente mutare, costringendoci ad escogitare nuovi piani per far fronte all’imprevisto.

L’avventura è un concetto soggettivo e ciò che può essere considerato avventuroso da un impiegato che passa la sua giornata alla scrivania non lo sarà da un alpinista che scala da trent’anni.

Alpinismi

Se è vero che il concetto di avventura è soggettivo è vero anche che non esiste un solo tipo di alpinismo. Cambia il terreno di azione, le condizioni climatiche in cui lo si pratica, cambia la preparazione di chi lo affronta. Cambiano i gradi di difficoltà delle vie che si percorrono, che sono poi codificati internazionalmente.

Una buona Guida Alpina, il buon senso e l’esperienza vi faranno appassionare e amare questa attività. Non siate arroganti: la montagna non siamo noi a conquistarla, sarà lei a lasciarsi conquistare. Ma non ne siate nemmeno impauriti, ci sono vie alpine meravigliose alla portata di chiunque le affronti con i dovuti criteri.

Marco Melloni

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