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Caschi da arrampicata: la tua testa è importante!

Se l’arrampicata è una disciplina di “testa” allora dobbiamo cercare di proteggerla. Ok lo stress, la paura, portarsi al limite mentalmente, ma bisogna ricordarsi di preservare l’involucro della nostra fantastica mente.

Il casco nell’arrampicata serve sia quando si fa sicura, per proteggersi da eventuali cariche di roccia, sia quando si scala, per proteggere la testa durante una - sempre eventuale - caduta. Oltre che utile nell’arrampicata sportiva, il caschetto è essenziale nell’alpinismo, dove le frane, anche in fase di avvicinamento, sono molto più frequenti. Il caschetto si usa inoltre per svariate attività outdoor; come il canyoning, le vie ferrate o la speleologia.

La funzione fondamentale del casco d’arrampicata è quella di assorbire l’energia di impatto del corpo esterno che entra in contatto con la testa dello scalatore/assicuratore. L’obiettivo è quello di far arrivare alla testa meno energia possibile.

Diversi tipi di caschetto presenti sul mercato

Ma quali sono le tipologie di costruzione che i vari marchi hanno negli anni sviluppato?

1. Caschi a Iniezione o Ibridi

Sono caschi costruiti prevalentemente con due materiali: il polistirene espanso (EPS) – materiale che garantisce un ottimo assorbimento e che rimane leggero – e un rivestimento in materiale plastico duro, generalmente ABS. La parte in EPS è limitata alla parte superiore della calotta. Si tratta di caschi di media leggerezza ma di lunga durata per via della loro percentuale di materiale plastico. Semplici, resistenti e durevoli: vanno benissimo nella maggior parte dell’attività outdoor. Alcuni esempi di questi caschi sono l’Half Dome di Black Diamond o l’Elios di Petzl.

2. Caschi in Moulding o in Polistirolo

In questo genere di caschetto la percentuale di EPS è molto più alta che nell’altro: tutto l’interno è in polistirene mentre all’esterno viene rivestito da un materiale leggero come, per esempio, il polistirolo. Il polistirene è presente su tutta la superficie del casco e non solo limitata ad una porzione. Con questo sistema l’energia del colpo viene assorbita in maniera più diretta e soprattutto, anche sui lati del casco. Parliamo di un casco più leggero e performante fatto per chi frequenta la montagna assiduamente o professionalmente. L’unica pecca di questi caschi è che hanno vita breve: una volta assorbito un colpo serio sono da cambiare.

Esempi di questi caschi sono il Vapor di Black Diamond o lo Scirocco di Petzl.

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