Il boulder – o in italiano “sassismo”- è l’arte dell’arrampicata su sassi, per l’appunto. Questi sassi possono essere di diverse altezze, sempre considerando che, visto che si scala senza corda, raggiunta una certa altezza si sfocia nella scalata free solo, dove la caduta non deve essere considerata. Normalmente i boulder sono di altezza variabile ma richiedono molto, tecnicamente e fisicamente, allo scalatore, che si diletta nel cercare il metodo per risolvere questi problemi che la roccia pone.

Il bello di questa disciplina, infatti, è che l’arrampicata è compressa in pochi movimenti e sta all’abilità dello scalatore trovare la chiave di riuscita. Non per niente in inglese i passaggi si chiamano Boulder problems. Il boulder richiede un’ottima tecnica e molta forza, inoltre quando il sasso è alto ci vuole anche parecchia determinazione e testa per “rimontare” sopra il sasso e così, come si usa dire, liberare il passaggio.

La compressione della difficoltà rende spesso obbligati i movimenti; così lo scalatore è costretto a dei gesti particolari ed anche molto estetici per riuscire a risolvere il problema.

Storia del boulder

Il bouldering è nato in Inghilterra negli anni a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900.

Un momento ed un luogo molto importante per questa disciplina è stato il 1930 a Fountainbleau (Francia) dove Pierre Allain ha iniziato a praticare questa attività fine a sé stessa sui bellissimi sassi di arenaria della foresta. Tuttora questa foresta magica è considerata la patria e la Mecca del bouldering.

Dagli anni ’70 ad oggi ha sempre preso più piede questa attività che ormai è diventata una disciplina specifica dell’arrampicata sportiva, della quale ha contribuito ad alzare il livello di difficoltà. Oggi vengono praticate numerose gare indoor e manifestazioni outdoor.

Materiale necessario

Per praticare il bouldering serve veramente poco: scarpette d’arrampicata, sacchetto della magnesite (e spazzolino!) e un materasso per l’atterraggio a terra che si chiama crashpad.

Questo materasso, insieme all’aiuto di un amico che controlla la caduta eventualmente aiutando l’atterraggio dello scalatore (spotter), fa sì che la caduta venga ammortizzata.

Il crashpad è un’invenzione “moderna”, in quanto inizialmente, soprattutto a Fontainbleau, si scalava senza alcunché a terra, se non un piccolo zerbino per pulire le scarpette prima di partire per il tentativo.  Ancora adesso, infatti, qualche scalatore old school si diletta nella scalata senza materassi.

Highball, fra boulder e free solo

C’è un tipo particolare di boulder che viene chiamato Highball; si tratta di un sasso alto svariati metri, dalla cui parte finale è vietato cadere. Generalmente giunti ad un’altezza del sasso si passa nella “zona di non ritorno”: per continuare a salire bisogna essere convinti e concentrati perché si entra nella disciplina del free solo, dove la caduta, naturalmente, non deve essere contemplata. In America c’è un bellissimo luogo a Bishop, nel deserto, con sassi enormi di difficoltà alte; insomma, un parco giochi, ma solo per gli scalatori più forti.

Boulder Indoor

Il Boulder ormai è una disciplina a sé stante rispetto all’arrampicata sportiva, con le sue gare e campionati mondiali. Inoltre in palestra rappresenta ottimo allenamento per tutti i tipi di scalata ed è molto divertente. Sia in gara che in allenamento si scala su dei problemi di resina con delle prese di partenza e un top d’arrivo. Il problema si intende risolto quando si riesce a scalare dallo start e si arriva al top, che va accoppiato (afferrato) con entrambe le mani per almeno tre secondi. In alcune gare viene considerato anche il tempo di salita.

Preservare la roccia

Vista la grande popolarità che ha acquistato questa attività, i siti di boulder sono spesso presi d’assalto dai climber; per questo è importante cercare di lasciare la roccia più pulita possibile, spazzolando sempre la magnesite in eccesso che si lascia su di essa.

È importante anche cancellare i segni e fare in modo che quando si va via, il boulder torni ad essere un sasso, così come lo era prima, semplice e facente parte della natura.

Eva Toschi

Recent Posts

Leave a Comment