Il casco da sci è obbligatorio o meno? Sono tutti uguali? Come faccio a sceglierlo? Eccovi qualche dritta.

Le prime volte che vedevamo sciatori in pista con il casco li additavamo come esaltati, o esagerati, pensando fosse un accessorio utile solo nelle gare di Coppa del Mondo. Il tempo ci ha dato torto.

Forse i primi caschi offerti dal mercato erano pesanti e scomodi, troppo caldi o troppo freddi, rumorosi, ma ora tutte queste scuse non ci sono più, in campo tecnologie e design si sono fatti passi da gigante e il casco da sci adatto alle nostre esigenze c’è, basta saperlo riconoscere.

Obbligo o facoltà?

Forse non tutti sanno che sulle piste da sci non è concesso comportarsi in modo arbitrario, le norme da seguire in questo contesto sono stabilite da un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 299 del 24 dicembre 2005) che integra le regole di comportamento contenute nella legge n. 363/2003.

Tale legge prevede l’uso del casco per tutti i ragazzi fino a 14 anni. Successivamente, il 2 marzo 2006, il Ministero della Salute ha decretato che relativamente alle caratteristiche dei caschi, sono ammessi in pista soltanto quelli conformi alla certificazione UNI EN 1077 CE.

Se quindi gli over 14 sono dispensati dall’obbligo, perché indossarlo?
La motivazione, per gli adulti, ad utilizzare questo accessorio e legata unicamente al buonsenso. Se pensiamo però alla velocità con cui si scende ormai sulle piste, alla variabilità del terreno su cui si scia (pendenza, consistenza della neve, irregolarità del piano) e alla quantità di persone che si muovono attorno a noi in ogni discesa, possiamo ben immaginare che una caduta o una collisione con un ostacolo non è poi un’eventualità tanto remota.

Un conto però è urtare una gamba o un braccio, come avviene per fortuna nella maggior parte dei casi, un conto al contrario è battere la testa, in questo caso anche un semplice trauma cranico sarà facile da riportare.

Le Certificazioni

Ok, ora ci siamo convinti che il casco da sci è un accessorio molto utile, ma come lo scegliamo? Ce ne sono centinaia sul mercato!

Abbiamo detto che il Decreto ministeriale ammette la sola certificazione UNI EN 1077 CE per l’uso in pista, quindi in primis dovremo verificare che stiamo acquistando un casco certificato.

Per chi ad esempio, pratica lo scialpinismo, esistono oggi anche caschi con una doppia certificazione: UNI EN 1077 CE e EN12492, quest’ultima è quella adottata dai caschi da alpinismo (che a volte sono omologati anche UIAA106 “norma ancora più restrittiva”).

Caschi da scialpinismo con doppia omologazione sono obbligatori per partecipare a gare di Coppa del Mondo o Mondiali della specialità.

Esistono poi altre certificazioni, che possono apparire sulle etichette dei caschi da sci. Ad esempio la certificazione ASTM  F2040 (American Society for Testing Materials, uno dei maggiori contributori tecnici dell’ISO “altro ente di certificazione”) che riguarda sempre l’uso in pista o ancora la certificazione EN1078 che ne certifica l’uso per Skateboard, Ciclismo e Rollerskate.

Il vantaggio di un casco con più certificazioni è che lo si può usare per fare più attività, sapendo che si è sempre ben protetti.

Caratteristiche dei caschi da sci

La misura

I caschi vengono categorizzati per Uomo, Donna e Bambino e per ogni tipologia esiste una gamma di taglie (XS, S, M, L, XL), che per ogni azienda corrisponde a un diverso un range di misure (cm, inch), misure che vengono misurate per circonferenza passante fra la fronte e la nuca.

I materiali e le tecnologie costruttive

È bene sapere che i caschi non sono costruiti tutti allo stesso modo e con lo stesso materiale.

I materiali utilizzati per costruire i caschi da sci sono principalmente l’EPS (Polistirene), il Policarbonato e l’ABS. A volte un paio di questi materiali vengono combinati un un’unica costruzione definita Ibrida.

Tra le costruzioni più diffuse, dunque, troviamo la costruzione In-Mold, realizzata tramite la fusione di una calotta esterna in Policarbonato (di solito) ad una interna in EPS. I vantaggi principali di questa tecnologia sono la grande leggerezza e la protezione anche da impatti laterali, mentre lo svantaggio principale è legato al prezzo, maggiore rispetto ai caschi realizzati ad iniezione.

La costruzione Ibrida, come si diceva, abbina le tecniche In-Mold e Hard Shell, laddove quest’ultima costruzione consiste in uno strato interno in EPS ricoperto da un guscio in ABS. I caschi di quest’ultimo tipo risultano particolarmente robusti e resistenti nel tempo.

Una tecnologia nuova, che al momento per lo sci è stata adottata soltanto dal marchio americano Smith, utilizza la costruzione

Costruzione Koroyd dei casci da sci di Storfit

Koroyd. Koroyd nasce dal processo di saldatura termica di tubi estrusi composti da un co-polimero che vanno a formare un “honeycomb” ingegnerizzato per durezza, dimensione e spessore, tali da garantire la massima resistenza e assorbimento degli impatti. Immaginando Koroyd come una struttura composta da “cannucce cave saldate assieme” sarà facile intuirne le altre due caratteristiche uniche: leggerezza e capacità di ventilazione.

Poco sopra abbiamo parlato di assorbimento dell’impatto. Proprio così, il materiale e la tecnologia costruttiva migliori sono proprio quelli che assorbono l’energia dell’impatto, trasferendola il meno possibile alla testa.

 

 

 

Caratteristiche costruttive dei caschi da sci di Storfit

Sistemi di sicurezza attiva

Contrariamente a quanto si possa credere la maggior parte degli impatti non avviene in direzione perpendicolare al cranio ma piuttosto tangenziale. In funzione di ciò è apparsa sul mercato una tecnologia chiamata MIPS (Brain Protection System). Impattando il suolo con traiettoria obliqua si generano forze rotazionali (il cervello ruota rispetto al cranio attraverso il fluido cerebro-spinale). MIPS è una calotta di scorrimento fra il guscio del casco e la testa che riduce la forza di rotazione, diminuendo le possibilità di danneggiare il cervello.

Tecnologia MIPS per caschi da sci di Storfit

Sistemi di ritenzione

Come insegnava Nico Cereghini per la sicurezza in moto, il casco va sempre tenuto ben calzato e soprattutto allacciato. Il cinghietto sotto-gola è sempre regolabile quanto a misura e va tenuto stretto il giusto: possiamo consigliarvi di non lasciare più spazio di un dito fra esso e la gola. I sistemi di chiusura sono molto simili ed efficaci quanto a sicurezza, forse alcuni un po’ meno funzionali. Ultimamente hanno fatto la comparsa le clip magnetiche, molto rapide da bloccare/sbloccare e al tempo stesso sicure.

Caratteristiche accessorie

Certo oltre alla sicurezza un casco deve essere anche comodo e agevole da regolare. Per questo motivo ormai quasi tutti i caschi hanno una personalizzazione della vestibilità regolabile tramite un cricchetto posto nella zona della nuca. Il più celebre e funzionale sistema di questo tipo, l’originale, è il BOA. Questo cricchetto rotante agisce su cavetti plastici posti fra il casco e l’imbottitura che a loro volta stringono il casco nella circonferenza.

Altre caratteristiche legate al comfort riguardano le aperture e quindi i sistemi di ventilazione, per non surriscaldare la testa e mantenerla calda all’occorrenza, le fodere staccabili, per poter essere lavate, le protezioni per le orecchie removibili e in alcuni casi compatibili con i sistemi audio (di serie o after market). Sempre presente nella parte posteriore del casco da sci è il blocco della maschera, che può avere le sembianze di un elastico oppure di una clip in materiale plastico, la funzione è sempre quella di non far scivolare l’elastico della maschera.

Cura e manutenzione

I caschi per definizione sono e devono essere resistenti ma come detto, il loro compito è quello di assorbire l’energia. Come lo fanno? Deformandosi. Se picchiate la testa su una superficie dura indossando il casco è probabile che (anche senza vederla) sia avvenuta una deformazione del materiale, tale deformazione potrebbe modificare le caratteristiche di sicurezza. È consigliabile in questi casi sostituirlo. La plastica in generale cambia struttura alla luce del sole, quindi evitate di esporlo ai raggi solari, soprattutto quelli,  estivi più del necessario.

È sconsigliabile applicare adesivi, che potrebbero con il solvente della colla danneggiare la plastica o ancor più verniciare il casco.

Una volta a stagione può essere poi consigliabile rimuovere le fodere e lavarle con un detergente delicato.

Estetica

Stile coppa del mondo, skate, pilota di aereo, militare. Di forme e colori il mercato offre una gamma incredibile, su questo il gusto personale ha ragione su ogni oggettività, scegliete quello che più fa per voi e soddisfa i vostri canoni estetici, ma dimenticate di sciare solo con il cappellino e indossate un casco da sci!

Marco Melloni

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