Perché si chiamano così? Nel Gennaio del 1973 in una piccola frazione di Fondo (Val di Non – Trento) Sandro Bertagnolli e alcuni altri membri di una società podistica della zona, organizzarono la prima “Ciaspolada”: una gara in cui amatori e atleti professionisti si sfidavano a correre con le racchette da neve ai piedi su un percorso di 8 km.

Quell’anno i partecipanti furono solamente 18 e, si racconta, siccome non c’erano abbastanza ciaspole per tutti i concorrenti, si dovette ricorrere alla formula a cronometro per consentire a ognuno di gareggiare. Da quell’anno però le cose sono cambiate: oggi la Ciaspolada è una manifestazione che vanta quasi 7 mila iscritti a ogni edizione e che viene seguita con grande entusiasmo in diversi paesi del mondo, comprese, pensate, l’Australia e l’Arabia Saudita.

Il termine Ciaspole, dunque, appartiene al dialetto della Val di Non e deve la sua fama proprio a questa gara; anche se vengono usate diverse altre varianti come Ciaspe e Ciastre, stiamo sempre parlando delle racchette da neve che, si sa, non sono state inventate di recente ma esistono sin dall’antichità, quando venivano utilizzate dai cacciatori e non solo, per spostarsi lungo i sentieri innevati.

Il principio di funzionamento è molto semplice: aumentare la superficie di contatto con la neve, quindi diminuire la pressione esercitata dal proprio peso sul terreno, quindi migliorare la capacità di “galleggiamento” e consentire una progressione più agevole su un terreno che, per sua natura, non la consentirebbe.

Naturalmente, si può scegliere di partecipare a delle vere e proprie gare, come la celebre Ciaspolada, ma si può anche decidere, come si vede sempre più spesso negli ultimi anni, di fare un’escursione tranquilla su un percorso innevato, con il solo scopo di apprezzare la natura e i suoi paesaggi, immergendosi al suo interno.

Com’è fatta una racchetta da neve?

Quello che oggi è cambiato rispetto alle prime racchette costruite riguarda i materiali e le tecnologie con cui le racchette da neve vengono realizzate, ma il principio resta sempre valido: la camminata avviene per basculamento, ovvero la punta del piede è fissa, mentre il tallone è libero di sollevarsi e abbassarsi ad ogni passo, assecondando e riproducendo il movimento naturale della camminata o della corsa.

Quali sono gli elementi che compongono una racchetta da neve?

Ciaspola di Storfit

  • Piastra: realizzata in plastica, è la superficie esterna che appoggia sulla neve quando camminiamo e che consente il galleggiamento;
  • Attacco: è il sistema che permette di fissare il piede alla piastra, si compone di:
    • Allaccio: è la fascia che permette di bloccare il piede; deve sempre chiudersi verso l’esterno e questo aiuta a distinguere la racchetta destra dalla sinistra;
    • Snodo: è il sistema tramite il quale il piede può basculare;
    • Blocco: specialmente sui terreni molto impegnativi, può essere utile usare il blocco che, fissando il tallone alla piastra e impedendo il basculamento, rende più facile la progressione, soprattutto in discesa;
    • Alzatacco: è un rialzo posto sotto il tallone che, se usato, accorcia l’oscillazione del piede; anche questo è utile in salita e più questa è ripida più l’alzatacco dev’essere inclinato, in modo tale da compensare la pendenza e mantenere il piede il più possibile orizzontale;
  • Ramponi: sono i chiodini posti sul fondo della racchetta e servono per consentire una corretta presa sulla neve, impedendovi di scivolare; inoltre può essere presente il cosiddetto ramponcino frontale, fissato sulla punta del piede; esso fa presa sulla neve ogni volta che alziamo il tacco ed è per questo molto utile nelle salite.

Caratteristiche racchette da neve di StorfitLe ciaspole possono essere indossate senza problemi con uno scarpone da trekking; fate però attenzione ad avere uno scarpone piuttosto alto e che garantisca una sufficiente protezione, oltre che realizzato con tomaia impermeabile, per evitare di tornare a casa con i piedi bagnati. Lo scarponcino alto è utile anche per questo, ma è sempre consigliabile avere con sé o un paio di calze di ricambio o un paio di ghette.

Per quanto riguarda la taglia, quasi tutte le racchette sono regolabili e presentano un range di numeri molto ampio. Basta regolarle secondo la propria misura e poi calzarle. Non dimenticate però che la dimensione della ciaspola dovrebbe essere scelta in base al proprio peso: più chi la indossa è pesante, più grande dev’essere la piastra.

Ancora una volta, la sicurezza

Certo, una ciaspolata è un’uscita sulla neve che, non richiedendo un eccessivo grado di allenamento o di conoscenza tecnica, ha spesso come obiettivi principali il divertimento, il rilassamento e la riscoperta delle bellezze della natura.

Nonostante questo, si tratta comunque di un’uscita in montagna: siate consapevoli dei potenziali rischi che in montagna si corrono, frequentate corsi sulla sicurezza presso le guide alpine, portate sempre con voi il kit di sicurezza (Arva, Pala e Sonda), informatevi sui bollettini meteo e bollettini valanghe e, ultimo ma altrettanto importante, non dimenticatevi di usare la testa, perché avete nelle mani non solo la vostra incolumità, ma anche quella degli altri compagni.

 

Mattia Bellotti

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