Quante volte ci siamo trovati a correre in mezzo a un bosco di sera, oppure a rientrare da una lunga gita di trekking, o ancora su di una strada poco illuminata all’imbrunire e abbiamo faticato a proseguire a causa della scarsa visibilità serale?

Le condizioni di scarsa visibilità notturna sono un “elemento naturale” che spesso cozza con le nostre discipline sportive. Come dire? Correre è bello… ma correre di notte o di sera è sicuramente una condizione che ci impone soluzioni diverse e più efficienti rispetto a una tradizionale uscita diurna.

Vederci bene, per correre meglio

Per questo motivo, numerose aziende presenti oggi sul mercato permettono a chi vuole fare sport, o attività outdoor in genere, in tutta sicurezza anche nelle ore notturne, di utilizzare dispositivi specifici, le cosiddette lampade frontali.

Sicuramente per chi svolge attività outdoor legate principalmente al trekking o all’escursionismo più tradizionale, portare una pila portatile nello zaino (la tradizionale torcia) è regola imprescindibile in quanto si tratta di attrezzatura leggera che rientra nel normale kit da escursionismo.

Ma per chi vuole invece muoversi con maggiore celerità o ha necessità di avere entrambe le mani libere, la torcia tradizionale può creare qualche problema. Da qui l’idea di creare dispositivi leggeri, posizionabili sulla testa grazie all’utilizzo di fascette elastiche specifiche, che garantiscono perfetta aderenza alla nostra testa, oppure sul casco in caso di escursioni alpinistiche in cui è previsto per motivi di sicurezza.

Un po’ di storia: dall’Acetilene ai LED

Andando indietro nel tempo, le origini delle prime lampade ad uso frontale risalgono ad almeno un paio di secoli fa. I primi utilizzatori di lampade di tipo rudimentale furono sicuramente i minatori e gli esploratori tra il XVIII e il XIX secolo e all’epoca le lampade venivano applicate sui caschetti con un fornelletto di piccole dimensioni alimentato a carburo e acqua che insieme davano vita all’acetilene.

Con il tempo l’acetilene è stato soppiantato dalle pile tradizionali ma la strada era oramai tracciata: la tecnologia stessa proponeva nuove soluzioni e oggi la maggior parte delle luci frontali dispongono di lampadine a led che, rispetto alle normali lampade a incandescenza, comportano un minor consumo energetico. Si stima che le lampade a Led consumino fino all’80% di energia in meno rispetto a una lampada a incandescenza tradizionale!

Led è meglio, ma come funziona?

Le lampade a led, anche le più semplici presenti oggi sul mercato, sono costituite da un insieme di lampade più piccole, che può andare da un minimo di 2 a un massimo di 8, 16 e, a volte, per le più complesse, anche 32 led. Uno dei principali vantaggi è che, a seconda della necessità e delle condizioni di buio, i led possono essere usati anche parzialmente, assicurando un ulteriore risparmio energetico rispetto alle lampade tradizionali.

3 criteri per scegliere la lampada migliore

Nell’acquistare una lampada led ad uso frontale dobbiamo tenere in considerazione le seguenti caratteristiche.

Numero di led

La scelta del numero dei led è importante perché, a seconda del tipo di attività che dobbiamo svolgere, non è sempre necessario avere lampade dalle grandi performance e dalle caratteristiche tecniche superlative. Il tipo di led, e non solo il loro numero, definisce la qualità della nostra lampada. Sul mercato, infatti, possiamo trovare lampade frontali che, a parità di led, garantiscono intensità luminose differenti determinate in Lumen.

Intensita luminosa (lumen)

L’intensità luminosa viene espressa in lumen (lm) ed è, secondo la definizione, l’unità di misura del flusso luminoso, la grandezza che indica la potenza della luce che l’occhio umano percepisce.

Se usiamo la lampada a led per andare a correre di sera a bordo strada, è fondamentale avere una lampada efficace in modo sufficiente: un’intensità luminosa di 30-50 lm fa già al caso nostro. Ottimo avere anche la funzione di illuminazione a intermittenza che ci rende più visibili dalle automobili.

Se invece necessitiamo di maggior luce per un uso più intensivo, con fascio di luce più profondo e visibilità più nitida, allora dobbiamo andare su lampade con più lumen. E qui entriamo in una selva oscura ovvero un’offerta sul mercato veramente ampia con prodotti che, vista la recente evoluzione tecnologica dei led, superano tranquillamente i 1000 lumen.

Molto importante è verificare la qualità delle luci led presenti sulla nostra lampada. Le migliori marche presenti sul mercato garantiscono una Certificazione fotobiologica che determina la qualità dei led utilizzati, determinata dal rapporto tra i lumen garantiti e i watt di energia prodotti. Più è alto il valore, più il led sarà di qualità.

Ma attenzione! Una luce troppo forte, o un’intensità di lumen troppo alta rispetto alla reale necessità, possono facilmente affaticare il nervo ottico generando fastidiosi mal di testa. La lampada frontale deve essere un ausilio fondamentale per i nostri occhi, ma non deve sostituirli!

 

Batterie: alloggiamento, durata e ricarica

In commercio si trovano prodotti che prevedono fondamentalmente tre tipi di batterie.

  • Nel primo caso si tratta di batterie non riutilizzabili, alloggiate nello stesso comparto della lampada frontale che, una volta scaricate, vanno sostituite con altre nuove. Diversamente possono essere utilizzate batterie analoghe ma ricaricabili esternamente. In questo caso si suggerisce di individuare frontali non troppo pesanti perché, soprattutto se si utilizzano per il running, “ballando” durante la corsa, falsano il campo visivo e rendono la nostra azione più faticosa;
  • Nel secondo caso, proprio per evitare un peso eccessivo della lampada frontale, questa è collegata tramite un filo con un porta batterie ricaricabile che può essere posizionato nel marsupio, sul casco, nello zaino o nella tasca anteriore della giacca. Soluzione però sconsigliata certamente ai runner che necessitano di attrezzatura più leggera e meno ingombrante;
  • Nel terzo caso, la batteria è direttamente integrata nel comparto della lampada a led ed è ricaricabile tramite una porta USB. Indubbiamente questa è per noi la soluzione più immediata, ma, in caso di batteria scarica e mancanza di fonte di corrente esterna, non è possibile ricaricarla.

 

Insomma, questo articolo ha voluto essere una piccola introduzione al mondo affascinate dell’attività outdoor notturna che, grazie ai supporti di cui abbiamo parlato, oggi può essere svolto in massima sicurezza. E ora… a voi la scelta!

 

Daniele Milano

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