Come muoversi in sicurezza sulla neve con Artva, pala e sonda

La prima neve ha coperto di coltre bianca i pendii delle nostre meravigliose montagne. Suona la sveglia, ti alzi e mentre fai colazione pensi a cosa devi prendere e cosa devi lasciare a casa per alleggerire il tuo zaino. Una check list personale che tutti dobbiamo fare prima di partire per una bella gita di sci alpinismo o per una gloriosa giornata di freeride.

“Bollettino meteo consultato. Artva, pala e sonda presi. Sci, pelli, termica di ricambio ci sono. Qualcosa da mangiare e bere: nello zaino. Un telo termico, una frontale e del nastro americano: sempre presenti. Un cappello, dei guanti e un buff di scorta non guastano mai. Ho preso tutto?”

Una volta terminato il rito della colazione e dopo aver indossato l’abbigliamento adeguato, si parte! Raggiunto il luogo di inizio della nostra gita è il momento giusto per fare il doppio check, con un’aggiunta essenziale: effettuare il test Artva.

Ma facciamo un passo indietro: di cosa stiamo parlando?

Artva, Sonda e Pala

L’ARTVA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga) è uno strumento che serve alla localizzazione di persone travolte da valanga. È sostanzialmente una ricetrasmittente di segnale che funziona sulla frequenza di 457 kHz. Utilizzato in modalità di trasmissione per essere localizzati, viene commutato in modalità di ricezione per localizzare apparecchi in modalità di trasmissione all’interno della sua portata.

In combo con una buona pala ed una sonda, gli ARTVA sono uno strumento irrinunciabile per muoversi in sicurezza in montagna.

La sonda, invece, è composta da 6 a 8 segmenti, collegati da un cavo che può essere in acciaio inox, dyneema oppure Kevlar. I modelli più recenti sono dotati di un pratico sistema di tensionamento con maniglia e possono essere utilizzati anche con i guanti. La lunghezza di una sonda varia dai classici 240 cm fino a 320 cm. L’evolversi di questo strumento è impressionante: oggi sono comparse sonde con segnalazione acustica e digitale come quella prodotta da Pipes.

Per quanto riguarda la pala, invece, si tratta di una normale pala, composta da un’impugnatura, un manico ed una benna. Dev’essere veloce da innestare: le misure vanno dai 37-51 cm del manico ai 20-23 cm di larghezza della benna. Le pale da valanga con manico telescopico trovano posto facilmente nello zaino e si ricorda che l’impugnatura a D è un po’ più maneggevole rispetto all’impugnatura a T.

Gita in Sicurezza sulla Neve

Bene! Tornando alla nostra gita, prima di partire per godere a pieno di ampie curve su pendii polverosi, è essenziale utilizzare la funzione “test di gruppo”, una funzione dei moderni Artva digitali che ci permette, seguendo le indicazioni riportate a monitor, di verificare il funzionamento degli strumenti di tutti i membri del gruppo e memorizzare i loro segnali, consentendoci di verificare anche il corretto funzionamento del nostro apparecchio.

Ora siamo pronti per la nostra giornata sulla neve! Posizioniamo gli Artva in modalità “trasmissione” e teniamo l’apparecchio il più vicino possibile alla pelle, sotto gli strati termici che indossiamo. Zaino in spalle e… buon divertimento!

Detto questo, in caso di incidente è opportuno sapere utilizzare gli strumenti di cui siamo dotati.

Ecco una breve spiegazione degli step fondamentali!

In primo luogo, bisogna posizionare l’Artva in ricezione e cominciare a battere il pendio alla ricerca del segnale del travolto. Una volta individuato il segnale, sondare il terreno inserendo la sonda in modo perpendicolare al pendio e, dopo aver raggiunto il sepolto, iniziare a scavare (con la pala) ad una distanza pari alla profondità a cui è stato individuato il sepolto (segnata sulla sonda). È importante sapere che se si estrae subito il ferito ha più del 90% di probabilità di essere ancora vivo, invece, se passano tra i 15 e i 45 minuti, la percentuale di sopravvivenza si abbassa drasticamente, fino a raggiungere il 25%.

Bisogna, inoltre, tenere presente che esiste una stretta relazione tra profondità di seppellimento e durata dello stesso: una persona sepolta entro i primi 50 cm di neve viene disseppellita mediamente entro 10 minuti (77% di probabilità di sopravvivenza), quella sepolta tra 50 e 100 cm viene estratta dopo circa 55 minuti (33%), se sepolta oltre i 100 cm il recupero avviene dopo circa 2 ore (19%). Per questo motivo essere in possesso e saper utilizzare i dispositivi di autosoccorso in valanga, permette di salvare vite.

Oggi, al tradizionale kit, si sono aggiunti gli zaini dotati di airbag. Si tratta di un sistema di sicurezza che impedisce il seppellimento di chi lo indossa. Vi sono numerosi produttori di zaini airbag: ABS, Black Diamond, Deuter, Mammut, Millet, Ortovox e Vaude, tutti diversi tra loro, che comunque funzionano in base al medesimo principio fisico: il principio del Müsli. Infatti, lo zaino airbag non è garanzia di sopravvivenza, ma ne aumenta la possibilità grazie all’ampliamento di volume (circa 170 litri) che permette a chi lo utilizza di galleggiare in superficie.

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