Per quanto l’attrezzatura sia fondamentale, per arrampicare quello che fa veramente la differenza… siete voi: con il vostro modo unico d’arrampicare, con la vostra testa e sì, anche con le vostre paure.

Questa non vuole essere una guida sulla tecnica d’arrampicata (lungi da noi profetizzarci come guru dell’arrampicata!), ma troverete qualche utile consiglio che, se applicato insieme alle vostre capacità, può produrre dei risultati inaspettati.

Magari si tratta di cose che già sapete, che sapete ma scordate, che sapete ma ignorate. Vediamo un po’…

1. Prova ad abbassare il tallone

Anche lo scalatore che riesce a posizionare al meglio i piedi sugli appoggi più piccoli o sugli spalmi più estremi spesso non sta scaricando il massimo del suo peso corporeo sui piedi.

Se si tiene il piede ad un’angolazione diciamo a 90° rispetto la gamba, si dissipa sull’appoggio solo una parte del proprio peso, mentre se si abbassa il tallone e si tira il polpaccio si scaricherà molto più peso sulle gambe, lasciando così meno stress alle braccia.

Inoltre questa tecnica ha altri due benefici: si ha un più ampio raggio di spinta (visto che si parte dal basso e si può arrivare fino a spingere in punta di piedi) e inoltre, quando la gamba inizia a tremare, magicamente essa smetterà di vibrare.

2. Trova il ritmo, scala veloce

Ogni via ha il suo ritmo e per scalarla nel modo più efficiente bisogna scoprire qual è. Una buona regola è comunque scalare veloci: meno tempo si passa appesi sulle braccia e meno si fatica. In questo mondo dove ahinoi regna la gravità, bisogna cercare di essere più veloci della “ghisa”.

3. Respira

Ma che consiglio è respira? Si respira sempre, lo si fa per vivere involontariamente. Questo è vero, ma è altrettanto vero che quando si esegue un grande sforzo spesso ci si dimentica di respirare e si finisce per arrampicare in apnea. In questo caso i muscoli non ricevono ossigeno e quindi ci si affatica prima. Respirare, anche “esagerando”, un po’ come fanno i tennisti, aiuta ad aumentare la resistenza e contribuisce a mantenere la concentrazione e trovare il ritmo.

4. Riposa

Ci sono scalatori bravissimi che quando arrampicano hanno fretta: fretta di arrivare al passo, fretta di arrivare in sosta, fretta di farsi calare. Sì, è giusto scalare veloci, ma a volte bisogna ricordarsi di fermarsi, riposare gli avambracci e focalizzare i prossimi movimenti.

Una breve pausa di concentrazione e decontrazione e poi via: si riparte a tutto gas, freschi e motivati!

5. Impara a ricordarti i movimenti

È bello stare lì, nel momento, ma se si vuole provare un tiro al limite senza sprecare tempo e giri, bisogna allenare la propria memoria.

Se siete bravi in questo dal secondo giro su un tiro già vi dovreste ricordare tutti i movimenti. Un approccio di arrampicata efficiente potrebbe essere quindi: un primo giro “a vista” dando tutto e, qualora cadiate, scendendo cercate di ricordarvi i movimenti. Se eravate nel tipico stato di trance della scalata a vista allora potete provare a eseguire un secondo giro proprio con lo scopo di riguardare tutti i movimenti.

Una volta imparati, si parte e si cerca di chiudere il tiro. Sbagliarlo per una dimenticanza è proprio un peccato.

Detto ciò, il più grande consiglio che possiamo dare è quello di ricordarvi che l’arrampicata in fondo è soltanto un gioco. Non prendetelo e non prendetevi troppo sul serio.

Godetevela, divertitevi e condividetela!

Eva Toschi

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