È una frase che sentiamo spesso la mattina in rifugio prima di partire per la nostra giornata di trekking.  Per alcuni è la premessa di una bella giornata in montagna, per altri, pochi per fortuna, l’inizio di un supplizio che finirà solo con lo zaino a terra e la fatidica frase “mai più”.

In effetti lo zaino da escursione, e soprattutto ciò che ci mettiamo dentro, è il protagonista della nostra giornata a spasso per le montagne; al suo interno riponiamo le nostre riserve di cibo e di vestiario, le attrezzature tecniche, i documenti. In sostanza la nostra vita da trekker e non solo.

Proprio perché è così importante, lo zaino andrebbe scelto con grande attenzione, facendosi consigliare sulla sua dimensione e sulle caratteristiche che ne fanno la differenza.

Potremmo partire basandoci su tre numeri di riferimento: 15 – 30 – 60, multipli importanti che possono aiutarci a identificare la sua portata, ovvero i litri che può contenere in termini di volume; attenzione, di volume, non di peso!

Zaino da 15 litri

Lo zaino da 15 litri è il cosiddetto zainetto da giornata; abbastanza capiente per contenere acqua, merenda, maglione e giacca impermeabile, è l’ideale per escursioni estive a breve raggio durante le quali necessiteremo solo dell’attrezzatura minima per la giornata.

Molti di questi zaini riprendono il design degli zainetti da trail running, molto attaccati al corpo, alleggeriti al massimo e con spallacci poco imbottiti.  Dovendo portare un peso contenuto ci si può permettere di scegliere nella vasta   gamma che i fabbricanti propongono, ponendo comunque una particolare attenzione alla semplicità di costruzione.

Zaino da 30 litri

È lo zaino tuttofare: intorno a questa capienza ruota la maggioranza degli zaini veramente utili al trekker che vuole compiere escursioni di vario genere, anche impegnative dal lato tecnico. Consente infatti di portare una buona scorta d’acqua, viveri e abbigliamento anche invernale.

Ha tasche a sufficienza per ritirare tutti i piccoli oggetti che porteremo con noi e legacci esterni dove poter fissare con sicurezza racchette da neve, bastoncini e perché no, anche un sacco a pelo. Se saremo capaci di ottimizzare gli spazi, potrà essere utile anche per escursioni di due o tre giorni con pernottamento in rifugio.

Il nostro zaino dovrà avere uno schienale strutturato per reggere un discreto peso, abbastanza aerato e soprattutto in materiale che consenta una veloce asciugatura del sudore che necessariamente si formerà durante la giornata. Sarà importante verificare la costruzione degli spallacci e della fascia ventrale che dovranno essere robusti e ben fascianti.

Zaino da 60 litri

Grandi trekking richiedono grandi zaini. Se abbiamo in programma un lungo trek in autonomia con tenda, sacco a pelo, materassino, abiti di ricambio e scorte di cibo con fornello e pentola per cucinare, dovremo per forza pensare a uno zaino “big”.

In questo caso gli spallacci, lo schienale e la fascia ventrale saranno i tre punti fondamentali che condizioneranno la nostra scelta; bene imbottiti e larghi a sufficienza, gli spallacci devono sostenere, insieme alla cintura ventrale, tutto il peso dello zaino.

La sua dimensione, decisamente grande, consente la divisione interna in due scomparti, così da separare sacco a pelo, vestiario di riserva e scorte di cibo dagli oggetti con utilizzo giornaliero. Molto utili e funzionali sono le nuove tasche di retina elastica che esternamente consentono di aumentare il volume dello zaino senza ingombrare.

Tipologie zaini da Trekking di Storfit Srl

Free-back: un contributo rivoluzionario a tutti i trekker

In aggiunta ad uno zaino carico di queste dimensioni (ma non solo in questo caso), potrebbe essere utile l’utilizzo di una nuova fascia ventrale, studiata appositamente per aumentare lo scarico di peso sui fianchi e di conseguenza alleggerire le spalle e la schiena.

Abbiamo testato infatti, in questi giorni, un nuovo prodotto appositamente concepito per alleggerire il peso dello zaino dalle spalle. Si tratta di Free-Back, una cintura realizzata in resina flessibile (polipropilene ad alta densità con additivo anticongelamento) e imbottita nei punti di contatto con i fianchi, dotata di una sorta di mensola posteriore elastica, sulla quale va a posarsi il fondo dello zaino.

Questo accorgimento, particolarmente efficace con zaini pesanti, consente di scaricare il peso sul fondo della schiena e i fianchi e fornisce un validissimo aiuto al Trekker.

Free-back per zaini da Trekking di Storfit

Prima di partire: come riempire lo zaino e indossarlo

A questo punto non ci resta che riempire il nostro zaino da trekking e mettercelo in spalla. Si ma come?

Se non lo vogliamo svuotare completamente tutte le volte che cerchiamo qualcosa lungo il sentiero, dovremo adottare alcuni principi fondamentali, che sono ormai diventati comuni a tutti i trekker di grande esperienza; copiare da loro non farà sicuramente male alla nostra schiena e al nostro umore.

Partendo dal fondo, dovremo inserire nel nostro zaino i materiali di utilizzo meno immediato come sacco a pelo, vestiario di riserva, scorte di cibo, il pronto soccorso. Nel mezzo, la scorta d’acqua, la merenda per la giornata, il maglione e in cima la giacca impermeabile.

Un capitolo a parte si potrebbe dedicare al trasporto dell’acqua. Potremo usare una semplice borraccia da 1 litro oppure una sacca morbida con tubicino per bere, da fissare sullo spallaccio. In questo caso, dovremo riporre la sacca piena nell’apposita tasca interna, solitamente vicina allo schienale.

Questa soluzione risulta molto comoda e utile per rimanere costantemente idratati durante la giornata, consente di portare sulle spalle una scorta superiore di acqua e di adattare il carico alla dimensione e struttura dello zaino.

Il coperchio superiore dello zaino, la cosiddetta patella, è solitamente dotata di tasche, dove riporremo snack energetici, occhiali, portafoglio, bussola, coltello, carta topografica, chiavi della macchina e tutti quei piccoli oggetti che non devono assolutamente “navigare” nello zaino.

I lacci esterni, a volte di poco comprensibile uso, hanno la funzione di comprimere lo zaino se poco pieno e di fissaggio di eventuali accessori, come i bastoncini da trekking, i pali della tenda, il sacco a pelo.

Non ci dovremo mai dimenticare di lasciare in fondo al nostro compagno di avventure, un copri zaino impermeabile, una piccola dotazione di primo soccorso, la lampada frontale, una cuffia di lana, dei guanti e una merendina di emergenza.

Pronti a partire allora con uno zaino ben fatto e pieno di sogni da realizzare. E se non hai ancora scelto dove andare, dai un’occhiata al programma Da Zero a 4000 che Storfit ha organizzato in collaborazione con 4actionsport: 3 escursioni per testare i migliori materiali per il trekking e l’alpinismo, imparare le più importanti tecniche di progressione e immergersi in cornici naturali mozzafiato!

 

Paolo Borra
Guida Escursionistica Ambientale della Regione Piemonte
Osservatore Nivologico AINEVA
Guida Ufficiale delle Aree Protette dell’Ossola

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