La stagione sciistica è già finita? Per qualcuno sì, per altri invece ancora no: sulle Alpi è stato un Inverno eccezionale e c’è ancora tempo per qualche weekend, per qualche gara o per qualche lunga giornata tra le piste e la neve fresca.

Per i primi, che hanno deciso di rimettere gli “scarponi in cantina” (meglio non farlo!) è arrivato il momento di fare un po’ di manutenzione all’attrezzatura da sci. Intendiamoci, mantenere i propri sci con cura è importante prima di cominciare la stagione, durante e al termine; ecco però che dopo l’ultima sciata sarebbe bene dedicare un attimo in più di tempo all’attrezzatura per fare in modo che questa, una volta riposta per il periodo estivo, si mantenga più a lungo.

In primis possiamo dire che il grado di conservazione e di efficacia di uno sci si valuta osservando lo stato della soletta (il fondo che scorre sulla neve), delle lamine e degli attacchi. La soletta garantisce lo scivolamento, mentre le lamine sono responsabili della tenuta. Per quanto riguarda gli attacchi, bisogna più che altro controllarne la tenuta e il funzionamento meccanico.

Dunque, uno sci che ha perso efficacia da questi punti di vista risulta poco preciso. Non abituatevi a utilizzare sci rovinati, la sciata cambia completamente e non certo in meglio; perché dunque sprecare una giornata sulle piste sentendosi limitati da uno sci non all’altezza, quando bastano alcuni semplici accorgimenti per renderla più sicura e più divertente?

Cosa significa quindi fare manutenzione degli sci? Vediamo insieme 4 passaggi indispensabili da ripetere almeno una volta ogni stagione; la frequenza non è un valore universale ma dipende da quanto uno sci viene utilizzato: si consideri che un atleta agonista in media fa rifare le lamine ogni 2-3 giorni, ma questa è un’altra storia…

Pulizia generale

Lo sci andrebbe pulito (dalla neve e dalla sporcizia che si incastra ovunque) e lasciato asciugare alla fine di ogni giornata. Se però siamo pigri e non sciamo poi troppo spesso, è comprensibile che a fine stagione questo sia un po’ rovinato perché abbandonato a sé stesso; è giunto allora il momento di dedicargli un momento di attenzione.

Dopo aver lasciato asciugare lo sci così da evitare la formazione di ruggine, procediamo ad una pulizia degli attacchi: lo sporco si deposita in tutti gli anfratti presenti, è consigliato l’utilizzo di una spazzola morbida, che permette di raggiungere i punti più nascosti.

Inoltre, almeno una volta a stagione è buona norma controllare tutte le viti presenti verificando l’eventuale allentamento o la presenza di ruggine e, se necessario, l’attacco può essere oliato con uno spray apposito o con prodotti equivalenti.

Controllo delle lamine

La lamina è, come detto, l’elemento fondamentale per garantire la tenuta dello sci: per questo motivo l’attività di controllo e di eventuale ripristino delle lamine non può essere svolta da chiunque, e non è sufficiente aver letto qualche consiglio o aver visto qualche video per essere in grado di farlo da soli: affidatevi quindi a un professionista.

Ripristinare le lamine significa ripristinarne gli angoli: il tuning (l’inclinazione della lamina rispetto al piano della soletta) e l’angolo laterale, ovvero quello compreso tra il piano della soletta e il piano laterale della lamina.

Ecco alcune indicazioni che riguardano gli angoli; non si tratta di vincoli, ma di linee generali che a seconda delle esigenze di ogni sciatore possono essere applicate più o meno fedelmente.

In questo caso, un buono skiman sarà in grado di consigliarvi. Per gli sciatori principianti è consigliato un tuning di 1-1.5°, mentre gli sciatori esperti prediligono un tuning minore, di 0-0.5°. L’angolo laterale invece è maggiore per sciatori principianti (88-89°) e minore per sciatori esperti (86-87°).

È importante eseguire questo controllo con regolarità: la frequenza dipende ancora una volta dall’utilizzo, ma in generale e anche per uno sciatore occasionale è opportuno far rifare le lamine dei propri sci almeno una volta ogni stagione e meglio prima dell’inizio della nuova stagione piuttosto che alla fine.

Se si vuole procedere autonomamente, per cominciare bisogna controllare che la lamina non presenti ruggine o punti di rottura. In seguito si può passare all’affilatura vera e propria: per questa operazione sono necessari alcuni attrezzi del mestiere: un set di lime normali o diamantate con diversa grana, da utilizzare in ordine dalla più grezza alla più fine, e una squadretta che riproduce l’angolazione della lamina che si vuole dare e consente di tenere la lima sempre allineata durante l’esecuzione.

Tutte le lime vengono quindi passate ripetutamente (6-7 volte) su ogni lamina, fino a raggiungere il risultato desiderato.

Controllo della soletta

La soletta andrebbe innanzitutto pulita per bene, possono esserci residui di sciolina, sporcizia piccole “bave” create da micro solchi. Lo si può fare con un solvente apposito e una spazzola in ottone, con movimenti sempre dalla punta verso la coda dello sci.

Una volta pulito e lasciato arieggiare per qualche minuto si può procedere con la sciolinatura, ovvero l’applicazione della sciolina, una sostanza cerosa che penetra all’interno dei pori della soletta aumentandone la capacità di scorrimento.

È bene ricordare, anche in questo caso, che non si tratta di una procedura che si impara in un attimo, quindi a tutti coloro che non hanno esperienza consigliamo di rivolgersi a un esperto.

La procedura consiste nello sciogliere la sciolina con un ferro sciolinatore apposito e colarla sulla soletta; in seguito con lo stesso ferro, passato sempre da punta a coda, la sciolina viene distribuita su tutta la superficie, lasciando uno strato abbastanza fine e omogeneo.

Una volta che questa si è raffreddata ed è penetrata nella soletta, passando una spatola in plexiglass viene prima rimossa la sciolina in eccesso e poi, con una spazzola apposita, lucidata la soletta.

A questo proposito è sempre meglio ricordare che la sciolina che non penetra nella soletta dev’essere rimossa poiché altrimenti ha un effetto opposto, ovvero frenante!

Conservazione degli sci

Una volta effettuati gli interventi appena visti è bene tener presente alcuni comportamenti per conservare al meglio lo sci durante i mesi in cui non lo si usa.

Gli sci andrebbero riposti in un luogo in cui la temperatura non sia troppo fredda, ma soprattutto in un luogo non soggetto a eccessivi sbalzi di temperatura: stiamo pur sempre parlando di legno che, come è noto, tende a deformarsi e a invecchiare.

Anche se molto diffusa, la cantina è il luogo forse peggiore dove tenere lo sci per diversi mesi. Molto meglio, piuttosto, tenerli ad esempio nel ripostiglio della propria casa se possibile, lontano dai caloriferi e in un punto il più possibile aerato.

Inoltre sarebbe meglio conservarli con punta e coda separate tramite le apposite fascette oppure direttamente separati l’uno dall’altro.

In linea generale la grande nemica dello sci è l’umidità! Quindi è buona cosa cercare di evitarla sempre e soprattutto nei lunghi periodi in cui lo sci non verrà utilizzato.

Lo sci è quindi uno strumento delicato e va trattato con estrema cura, a prescindere dal livello dello sciatore; non siate pigri, un po’ di impegno da parte vostra e un controllo periodico da parte vostra o se necessario da parte di un professionista, saranno sufficienti a conservare lo sci più a lungo e a garantirvi discese più sicure e più divertenti.

 

Mattia Bellotti

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