I 5 frequentatori delle palestre di arrampicata

L’arrampicata è arrivata anche in città e con il crescere del numero di palestre è aumentato esponenzialmente il numero di persone che le popolano.

Ormai ad essere attratti da questa fantastica attività sono persone molto diverse tra di loro, ma che finito il lavoro, passano il tesserino della palestra per godersi qualche ora di arrampicata indoor.

Ecco a voi, l’elenco (non esaustivo) delle tipologie di tipici frequentatori delle palestre di arrampicata.

Il Caiano

Non si può che cominciare da lui, perché è proprio da loro che arrivano i primi corsi d’arrampicata. Non facciamo di tutta l’erba un fascio ma l’iscritto CAI si riconosce subito in palestra, ancora di più in una sala boulder.

Il caiano arriva in palestra con pantaloni Montura rinforzati e magliette di cotone con loghi e scritte dei “(bei) tempi che furono” e sacchetto di magnesite legato in vita per impolverare tutti quelli che gli stanno dietro quando cade. Scala solo in traverso occupando così tutti i muri della palestra e evita come la peste i boulder mano-piede tracciati con volumi monocromatici e se gli chiedete il perché risponderà che non serve, che la forza non serve a niente sulle vie in montagna.

Il fit-boy (la fit-girl)

All’estremo opposto c’è sicuramente il fit-boy. È arrivato per ultimo ed è il frutto dell’arrampicata vista come esercizio fisico fine a se stesso. Voleva iscriversi al corso di calisthenic ma era tutto pieno.

Il fit-boy ha muscoli gonfi inutili per scalare e arriva in palestra in pantaloncini di tuta (la fit-girl la vedrete scalare con i lunghi capelli sciolti, che aumentano di un grado la difficoltà di ogni salita). Metà del suo allenamento è al trave, per mostrare quante trazioni riesce a fare mentre l’altra metà la passa appeso boulder dinamici su giga-ronchie. È il più grande assente alle uscite in falesia domenicali principalmente perché non può bersi l’agognata birra del terzo tempo.

Il bevitore

Lo trovate o sdraiato sul materasso o – ovviamente- al bar. Spende più in birre che in ingressi e inzozza tutti i bicchieri di magnesite. È bravissimo nell’incitamento ed ha sempre una battuta pronta per tutti.

Lo vedrete impegnatissimo nelle scalate nel week-end e si tiene un botto al bar del paese.

Il pavone

Competitivo ma solo finché fa comodo a lui. Resta dietro le quinte e si palesa solo mentre una ragazza sta provando un blocco che non le riesce. Lui l’ha già fatto mille volte, ma lei non lo sa.

Chiede qualche consiglio e lo sale al primo giro davanti agli occhi stupefatti dei principianti.

Sale solo blocchi che ha già provato in segreto e poi sparisce nell’ombra.

Il palestraro

Da non confondere con il fit-boy: il palestraro sta “in fissa” con l’arrampicata. È il wannabe per eccellenza perché vorrebbe diventare fortissimo (e si allena per questo) ma in falesia semplicemente non ce la fa. Ha un potenziale da 8b e potrebbe rompere le prese strizzandole ma quando si lega alla corda si sente improvvisamente debole.

Soffre costantemente di ansia da prestazione e non “vola” neanche se gli sparano. Prova solo tiri troppo al di sotto del suo livello o troppo al di sopra. Quando non libera il tiro il suo primo pensiero è “devo allenarmi di più”.

Questi sono senz’altro i climber più colorati delle palestre d’arrampicata. E generalmente chi legge si sente sempre parte della restante parte che non è stata citata. E voi? Che tipo di arrampicatore da palestra siete?

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