Perché si beve? Quante volte ci siamo posti questa domanda? Per chi fa attività sportiva, indoor o outdoor, bere è fondamentale in quanto nelle fasi attive, attraverso la sudorazione perdiamo liquidi che vanno correttamente integrati.

Bere in modo appropriato aiuta il nostro fisico ad eliminare le sostanze di rifiuto dell’organismo: i nostri muscoli sono composti per il 75% circa da acqua e un ricambio di quella persa durante la sudorazione favorisce la crescita degli stessi, contrastando gli effetti catabolici del cortisolo. Ricordiamo infatti che il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che ha un effetto catabolico sull’apparato muscolare, tende cioè a “distruggerlo” per produrre energia; la funzione dell’acqua è infatti opporsi a questo processo.

Inoltre, soprattutto per chi pratica attività sportiva a un certo livello, è bene ricordare che un corretto apporto di liquidi nel nostro corpo favorisce un’adeguata idratazione dello stesso e contribuisce alla produzione del liquido sinoviale, che è contenuto nelle cavità articolari e serve a lubrificare le articolazioni.

Come bere e quando?

Per un fatto di abitudine, la stragrande maggioranza di individui beve durante i pasti. Ricordiamo però che bere troppo quando si è a tavola diluisce i succhi gastrici e rallenta la digestione. Buona regola è quindi quella di bere regolarmente durante la giornata, anche un sorso ogni mezz’ora, e non arrivare mai al punto in cui il nostro fisico ci chiede “Ti prego, dammi da bere…”.

Teniamo inoltre presente che un pasto bilanciato, grazie a frutta e verdura (composte per oltre l’80% da acqua) ci fornisce già buona parte dei liquidi necessari, quindi se mangeremo bene…non moriremo sicuramente di sete! In ogni caso, se abbiamo bevuto poco durante la giornata è corretto approfittare delle “pause pranzo” per reintegrare.

Ma attenzione! Bere troppo in poche occasioni della giornata produce un forte effetto diuretico (faremo tanta pipì) con inutile spreco dei troppi liquidi assunti.

Durante l’attività sportiva

Assumere liquidi, per chi pratica attività indoor, è molto semplice. Attività da palestra o piscina permettono infatti di avere costantemente con sé una bottiglietta d’acqua che ci permetterà di reintegrare quanto perso. Per chi invece pratica attività outdoor come running, trekking, alpinismo o sci alpinismo, le aziende presenti sul mercato hanno studiato da diversi anni veri e propri sistemi d’idratazione autonomi o integrati negli zaini che ci assicurano sempre la corretta idratazione.

1. Lo zaino idrico

La loro storia nasce dal bisogno fisiologico dell’uomo di bere durante l’attività fisica. Se durante attività come il ciclismo avere con sé alcune borracce è sempre stato normale, per un amante delle attività outdoor come running, trail e escursionismo in genere, la borraccia da tenere in mano è spesso scomoda e così, grazie all’intraprendenza del fondatore di Camelbak, grande appassionato di ciclismo su lunghe distanze, nel 1988 nasce il primo “zaino idrico”, ispirato alle sacche fisiologiche utilizzate in campo medico/sanitario.

L’idea è tanto geniale quanto vincente: poter bere senza togliere le mani dal manubrio inserendo nello zaino una sacca idrica in plastica, dotata di un tappo a vite per il riempimento e lo svuotamento e di una cannula in gomma, con un beccuccio (Beverino) e una valvola di sicurezza, che permette di bere senza bisogno di fermarsi. Ha una forma allungata in senso verticale, per adattarsi alla fisionomia della schiena, e man mano che si svuota si assottiglia, ma le sue dimensioni rimangono invariate, limitando gli spostamenti nello zainetto.

2. La Sacca idrica: da 0 a 3 litri

La loro capienza varia da poco più di 200 ml per le borraccette portatili, da tenere direttamente in mano oppure nelle tasche anteriori dello zaino, alle sacche più capienti fino a oltre 3 l per le escursioni più lunghe.

Alcuni degli esempi che il mercato propone e che il catalogo di Storfit presenta sono la borraccia portatile Soft flask da 150 ml realizzata da Salomon. È comprimibile e può essere riposta molto facilmente nelle tasche anteriori dello zaino oppure nelle tasche dei pantaloncini, dopo il suo utilizzo.

Se invece vogliamo qualcosa di più capiente, Salomon propone la Soft flask speed da 500 ml.

Per chi invece vuole cimentarsi su lunghe distanze e ha bisogno di riserve d’acqua maggiori, da Osprey arriva l’offerta Hydraulics lt reservoir da 1.5 l.

Accanto alle sacche che andranno a contenere l’acqua, è opportuno dotarsi uno zaino compatibile, in grado quindi di ospitarle. Buona parte degli zaini oggi in commercio prevedono infatti la possibilità di inserire una sacca idrica al loro interno.

Tra quelli più minimali il Viper 9 di Osprey: 9 litri di capienza e una sacca idrica da ben 3 l al suo interno. Per chi invece necessita di maggiore capienza, Patagonia presenta lo zaino Refugio 26, con ben 26 l di capienza e la possibilità di abbinare una sacca idrica fino a 1.5 l nello scomparto integrato.

Manutenzione e pulizia

Infine, una doverosa e importante nota sulla manutenzione e la pulizia di borraccette e sacche idriche. Fondamentale è innanzitutto il loro lavaggio accurato dopo ogni utilizzo. Buona norma, inoltre, sarebbe verificare la completa asciugatura dell’interno delle stesse per evitare la formazione di batteri.

Tra i vari suggerimenti, consigliamo di riporle in freezer, luogo in cui grazie alla bassa temperatura la proliferazione dei batteri viene fortemente limitata. Infine, per una corretta pulizia di questo genere di attrezzatura il celebre marchio Platypus offre un utile Kit di pulizia.

 

Insomma, è ormai superfluo ricordarvi quando l’idratazione sia importante nell’attività sportiva, a prescindere da quale sia la vostra preferita. Non ci resta, quindi, che augurarvi buona ricerca su Storfit.com e…ci vediamo presto!

Daniele Milano

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