Dalla falesia al multipitch: iniziare a scalare su vie a più tiri

Ci si iscrive in palestra d’arrampicata, si impara a scalare, ci si allena, si va a scalare in falesia. Si iniziano a sentire belle sensazioni su roccia, si migliora, si raggiungono bei obiettivi. Ma l’occhio va presto verso progetti più ambiziosi e se ci piace scalare vorremo scalare su vie sempre più lunghe per ritardare il momento in cui bisogna sfilarsi le scarpette e tornare a terra.

Per questo molti scalatori dalla falesia iniziano a scalare su multipitch, le vie composte di più tiri di corda: come biasimarli del resto? Avete presente quella sensazione di vuoto sotto i piedi quando si scala su uno spigolo aereo?

Beh, riportatelo a una via di 200 metri e oltre e avrete la sensazione dominante di quando si scala una via a più tiri. Più lunga è, meglio è!

Se si arrampica già discretamente passare dalla falesia ai multipitch non è molto difficile, ma bisogna tener conto di un po’ di differenze e imparare tutto quello che c’è da sapere in tema sicurezza e non solo.

Falesia e Via lunga: le differenze

Non vogliamo dare niente per scontato quindi – per chi non lo sapesse – ecco quali sono le principali differenze tra l’arrampicata in falesia e quella su vie a più tiri.

Falesia

Si scala su tiri di una lunghezza sola. Alla fine del tiro ci si assicura in catena e si viene calati dall’assicuratore, che ci fa sicura da terra.

Multipitch

Si scalano più lunghezze di corda. Chi scala da primo deve attrezzare la sosta, qualora non la trovi già attrezzata, e poi recuperare il compagno fino al punto di sosta. Arrivati in cima alla via si deve scendere in corda doppia o camminare fino alla base.

Materiale necessario

Voglio fare una premessa: quando parliamo di multipitch intendiamo vie lunghe “spittate”, quindi non da proteggere. Nonostante le protezioni siano fisse, però, l’attrezzatura necessaria alla scalata cambia.

Oltre a scarpette (Guida alle scarpette da arrampicata), imbrago (Come scegliere l’imbrago da arrampicata) e sacchetto di magnesite servono:

  • Caschetto
  • Mezze corde 50-60m (a volte basta la singola ma bisogna valutare di caso in caso a seconda della lunghezza della via, se l’itinerario è dritto o va di traverso, se per tornare alla base serve calarsi in doppia.)
  • Assicuratore-discensore tipo secchiello, reverso, piastrina.
  • Cordini per sosta, un cordino da prusik, dei moschettoni a ghiera
  • Rinvii sia corti che lunghi
  • Zainetto con cibo, acqua, e vestiti per coprirsi che porterà il secondo di cordata

Consigli per chi comincia

Consiglio di iniziare a scalare su vie al di sotto del proprio limite. Nonostante l’effettiva pericolosità delle vie lunghe non sia molto differente dalla falesia, è bene iniziare su gradi in cui non si fatica eccessivamente. Le vie sono spittate ma spesso sono chiodate lunghe e un volo potrebbe spaventarvi o demotivarvi verso la salita della via completa.

Ricordate sempre che il grado che trovate sulle guide è dato dal tiro più difficile. Studiate bene la relazione, portatevi una copia stampata con le lunghezze dei tiri, la descrizione e la difficoltà. Così ad ogni tiro saprete (più o meno) a cosa andrete in contro.

Scegliete un compagno più o meno al vostro livello in modo che potrete scalare alternando tiri da primi e tiri da secondi così da non stancarvi troppo (e da imbrogliare meno le corde!). Portatevi delle scarpe da avvicinamento leggere che potrete attaccare all’imbrago senza che vi diano troppo fastidio. E via, iniziate a scalare!

Prima di partire sinceratevi di saper effettuare bene le soste mobili e semimobili e le discese in corda doppia.

Per il resto? Godetevi ogni singolo metro di scalata e ricordatevi che se siete totalmente inesperti potrete sempre chiamare una Guida Alpina che vi inizi a questa fantastica attività perfetta per apprezzare al massimo l’arrampicata in primavera ed estate.

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