Le vesciche: esiste un trucco infallibile per evitarle?

Chi cammina o corre sa benissimo che l’incubo della vescica è sempre dietro l’angolo. Potremmo gridare “Chi è senza vescica scagli la prima pietra!”, ma siamo sicuri che nessuno si farebbe avanti.

Perché almeno una volta nella vita, questo “infortunio” così fastidioso è capitato a tutti. Ma quali sono i trucchi per evitare di doverci fermare se una vescica si forma sui nostri piedi mentre corriamo in città o mentre camminiamo su un sentiero?

Non vogliamo deludere nessuno, ma purtroppo non esistono “trucchi” o stratagemmi infallibili per evitarle. Non c’è trucco, non c’è inganno si direbbe, perché sta tutto nell’attenzione e nella cura con cui trattiamo i nostri piedi.

Come si forma

Innanzitutto la vescica non è un fastidio di cui liberarsi al più presto, ma una risposta di autodifesa dell’organismo, che i nostri piedi mettono in atto per proteggere la pelle.

Tre sono gli elementi principali da considerare come cause: la pressione esercitata dalle scarpe sui punti più sensibili, la frizione (sfregamento) durante la camminata che si crea tra calza e piede e infine il caldo e l’umidità che indeboliscono la cute.

Per evitare che l’epidermide (strato più esterno della cute) si rompa mettendo in contatto l’ambiente esterno con gli strati inferiori, viene prodotto un liquido che si inserisce nella zona in pericolo creando una “borsa” in grado di proteggere il piede.

Come prevenire

Come già abbiamo detto, non esistono trucchi infallibili per evitare le vesciche, ma ci sono una serie di accorgimenti che è opportuno tenere a mente e che vi possono aiutare nel ridurre i rischi.

1. Scegliere la scarpa giusta

Marca, modello e numero senza dubbio, ma soprattutto fate attenzione alla forma. Non tutte le scarpe vanno su tutti i piedi e per capire se la scarpa è giusta bisogna provarla.

In pratica, non comprate un nuovo paio di scarpe il giorno prima di partire per il Cammino di Santiago, ma organizzate due o tre brevi uscite in cui verificarne la comodità e – soprattutto – per dare modo alla scarpa di ammorbidirsi e adattarsi alla forma del vostro piede.

2. Scegliere la calza giusta

Come nel caso delle scarpe, anche la calza ha un ruolo fondamentale: non prendete il primo paio che vi capita sotto mano. Centrali in questo caso sono i punti di maggiore sollecitazione che nella calza devono essere rinforzati e il materiale utilizzato.

È per questo che vi consigliamo la linea di calze realizzate dal brand 100% italiano Elbec: Lana Merino Extra fine in grado di assorbire fino al 40% dell’umidità e rilasciarla all’esterno proteggendo i piedi. I modelli inoltre sono tutti privi di Poliammide, che invece conserva l’umidità favorendo vesciche e cattivi odori.

Una calza per ogni disciplina, con differenti punti di rinforzo a seconda delle necessità:

  • A Punti di maggiore sollecitazione durante il Running
  • B Punti di maggiore sollecitazione durante il Trekking
  • C Punti di maggiore sollecitazione durante lo Sci alpinismo

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3. Mantenere il piede asciutto

Una volta che abbiamo in mano l’attrezzatura perfetta per i nostri piedi, non è finita.

Il piede dovrebbe essere mantenuto costantemente pulito e asciutto, proprio perché l’umidità e la presenza di punti di maggiore sfregamento (sassolini, polvere ecc.) non fanno altro che aumentare il rischio.

Durante un’escursione lunga sarebbe consigliabile togliere scarpe e calze e lavare e rinfrescare i piedi in un ruscello durante le pause. Per rimuovere sporcizia e sudore e farli riposare. Magari anche un paio di calze di scorta, se le prime sono molto sudate, non farebbe male!

Asciugate bene i piedi prima di rivestirli, altrimenti sarà stato tutto inutile. Una volta ritornati a casa, lavateli di nuovo e massaggiateli con una crema apposita, per mantenere la pelle sempre brillante ed elastica.

4 Darsi il giusto tempo

L’ultimo consiglio che ci sentiamo di darvi riguarda il tempo. Date il tempo ai vostri piedi di abituarsi alle attività che svolgete, date loro il tempo di formare una “suola naturale” contro la formazione di vesciche. Chilometro dopo chilometro, abituate le piante dei piedi a pressione e sfregamento e vedrete diminuire le vesciche.

Non spariranno mai, questo è certo, perché una ogni tanto arriva sempre. Ma avrete la possibilità di godervi anche un’escursione lunga senza “vedere le stelle” durante la discesa!

Come curarle

Ultimo ma non ultimo, come curare le vesciche.

In generale, la vescica va lasciata dov’è e com’è, aspettando che sparisca spontaneamente quando lo strato nuovo della cute è abbastanza resistente per essere esposto all’ambiente esterno. La pelle ne risulterà rinforzata.

Se però dovesse essere troppo grande e invalidante allora è possibile inciderla per rimuovere il liquido. Ma attenzione, fatelo solo con strumenti sterili e soprattutto disinfettate la parte per evitare infezioni e complicanze. Infine, applicate un cerotto apposito e tenetelo su finché lo strato nuovo di pelle non è completamente formato.

Se si rompe da sola? Disinfettante il prima possibile e cerotto protettivo, come nel caso precedente.

Se la vescica contiene sangue? Fatela trattare da uno esperto che sappia esattamente come procedere, l’improvvisazione rischia di complicare le cose e allungarvi inutilmente i tempi di recupero.

 

Com’era il detto? Una vescia al giorno leva il medico di torno? Forse no… ma se impariamo come prevenire e trattarle, come potranno mai impedirci di goderci la bellezza di una lunga escursione in montagna?

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