Nel primo articolo vi abbiamo spiegato l’importanza del materiale che intendete adottare per affrontare una uscita in montagna. Le aziende del mondo dello sci hanno investito sempre di più sullo sviluppo e la costruzione degli sci, una vera e propria evoluzione tecnologica.

Se un tempo si puntava solo a sostituire un materiale come il legno, oggi si ricerca la massima resa per la prestazione in gara e la facilità di utilizzo e durabilità, per un uso diciamo più per passione e divertimento.

LE BASI

La sfida di questo sviluppo è alta: gli sci di oggi devono essere capaci di garantirci stabilità, controllo e resistenza alle sollecitazioni ma anche essere attrezzi estremamente leggeri. Quindi i materiali che compongono le assi dello sci devono avere come base leggerezza e alte prestazioni meccaniche.

LA COSTRUZIONE SANDWICH

Come reagisce lo sci alla nostra forza dipende non solo dal materiale ma anche come questi materiali sono assemblati e combinati. Esistono due modalità costruttive principali e la più comune per materiali di medio-alto livello e da gara è la costruzione a sandwich; in alternativa c’è la costruzione monoscocca.

I MATERIALI

Prima di avventurarvi nella scelta dello sci perfetto e valutare prezzo e brand disponibili, bisogna sapere che la costruzione sandwich è pensata per assicurare stabilità e rigidità assiale e torsionale.

Il legno è la parte “core” dello sci mentre gli elementi di alluminio e fibre vengono disposte ai lati dove devono rispondere alle sollecitazioni. La copertura esterna è realizzata in un materiale polimerico che protegge lo sci da urti e umidità (la parte che vi attrae di più con le grafiche per intenderci).

Oltre all’alluminio nello sci sono presenti generalmente due strati di materiale fibro-rinforzato (fibra di vetro, basalto, kevlar.) La soletta è sempre in materiale polimerico e le lamine invece devono garantire grip in curva e essere durevoli alla resistenza.

Un’altra parte importante è lo “sidewalls” appena sopra la lamina, in grado di proteggere lo sci da urti e incisioni e trasmettere la nostra forza sulla lamina per tracciare la curva.

Il legno, come i primi sci, rimane la parte importante e non c’è materiale sintetico che abbia la stessa resa. Vengono utilizzati in mix di legno e a seconda della rigidezza dello sci che si vuole avere.

AD OGNI TECNICA DI SCIATA IL SUO SCI

Ad ogni tecnica dello sci viene associato il suo sci che varia in rigidità e raggio di curvatura. Gli sci disponibili oggi sul mercato soddisfano ogni esigenza e gusto:

  • Race-carving dedicati a un pubblico che ama le pendenze e una prestazione ottimale e scia con una certa grinta;
  • Twin-tip molto più morbidi e leggeri dedicati a chi affronta Snowpark e le relative strutture;
  • Sci da alpinismo, molto leggeri e con attacco sganciabile nel tallone per consentire la salita con le pelli;
  • Sci da telemark, che devono essere molto flessibili per poter condurre le curve alternate abbassando il ginocchio;
  • Sci da freeride che devono essere leggeri, flessibili ma soprattutto più larghi al centro per consentire il collegamento.

Una panoramica è stata dunque costruita: ora, se non volete sbagliare sci, leggete molto e informatevi sui materiali utilizzati nella realizzazione di uno sci. Ricordatevi sempre che state pagando produzione e tecnologia, ma ricordatevi inoltre che, per qualsiasi chiarimento, potete contare sulla consulenza e sull’assistenza puntuale e professionale del team di Storfit.

Sofia Marchesini

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