Siamo tutti abbastanza attenti nella scelta dell’abbigliamento per lo sport, ne valutiamo la marca, il taglio, l’aspetto estetico e i materiali ma non tutti ancora sanno che è molto importante abbinare a quello indossiamo sopra, anche uno strato base adeguato che genericamente possiamo chiamare intimo tecnico.

Le caratteristiche di un ottimo base layer per l’inverno, corrispondono per certi aspetti a quelle degli strati superiori: fondamentalmente devono tenerci caldi, asciutti ma soprattutto in questo caso, portare l’umidità prodotta dal corpo in movimento verso gli strati superiori e quindi l’esterno.

Le fibre naturali

In principio era la lana: canottiere, magliette, calzamaglie, calzettoni. Il vello di pecora per millenni è stato filato e utilizzato per creare indumenti caldi, gli indumenti che a cavallo del secolo hanno accompagnato gli esploratori persino in Antartide.

Con il tempo però e con la nascita e la diffusione delle fibre sintetiche, indumenti realizzati con esse hanno cominciato a sostituire le fibre naturali (lana in inverno e cotone in estate).

Il perché, oltre ad una questione strettamente economica, è legato anche a motivi funzionali, le fibre sintetiche hanno infatti caratteristiche che meglio si prestano a garantire un comfort elevato a contatto con la pelle durante l’attività sportiva.

I tessuti in lana, generalmente, si impregnano con l’umidità del corpo sottraendo calore allo stesso aumentando di peso e asciugano molto più lentamente.

Le fibre sintetiche

La principale fibra sintetica utilizzata nell’abbigliamento intimo sportivo è il filo di Poliestere, costituito da un qualsiasi polimero sintetico a catena lunga. Per quanto i poliesteri esistano anche in natura le fibre di cui stiamo parlando sono di origine sintetica, come il Policarbonato e soprattutto il Polietilene Teraftalato, meglio noto come P.E.T. (il materiale con sui sono fatte le bottiglie in plastica dell’acqua).

I tessuti in fibre Poliestere possono presentarsi “puri” o ibridi, ovvero mischiati ad altre fibre, sintetiche come l’Elastan o naturali come la lana. Come dicevamo, i vantaggi dei tessuti generici in Poliestere sono: l’elasticità, l’idrofobicità (non assorbono acqua) e la resistenza all’abrasione (di seguito un esempio dei tessuti Polartec® Power Grid™ e Polartec® Power Dry™).

Fibra sintetica Power Grid di Storfit

Fibra sintetica Power Dry di Storfit

Altra fibra che spesso ritroviamo come componente pura o brida (in combinazione ad Elastan o Lycra) è la Poliammide o Nylon, questa in linea di massima ha i pregi di una buona resistenza all’abrasione, all’usura e strappo da trazione, leggerezza ed economicità, discreta resistenza all’acqua, ma per contro ha una scarsa capacità termoisolante, scarsa traspirabilità e tendenza a favorire la comparsa di cattivi odori.

Differenze

Ma se sulle etichette dei prodotti leggiamo la scritta Poliestere o Poliammide, i capi che stiamo valutando sono tutti uguali fa loro?

La risposta è no, la combinazione del Poliestere o Poliammide ad altre fibre, lo spessore del filo (titolazione) e quello del tessuto finito, la trama/costruzione del tessuto, gli eventuali trattamenti applicati, fanno sicuramente la differenza fra un tessuto e l’altro e quindi fra un capo e l’altro.

Come scegliere l’intimo tecnico

Scegliere lo strato base o intimo giusto non è così semplice quindi. Gli unici tessuti naturali che ci sentiamo di consigliare oggi giorno, per maglie e intimo sportivo, sono quelli che fanno uso della lana merino.

Lana merino di Storfit

Le fibre di questa particolare lana possono essere sottilissime e morbide, molto confortevoli a contatto con la pelle, hanno una grande termicità (scaldano al freddo e tengono freschi al caldo), e non favoriscono il generarsi di cattivi odori.

I difetti sono legati una velocità di asciugatura un pochino più lenta di quella del Poliestere, ad una deformabilità del capo dopo l’uso e in alcuni casi ad una poca resistenza all’abrasione.

Fra le fibre sintetiche salvo eccezioni, preferiamo i capi realizzati 100% o percentualmente in fibre Poliestere, per i pregi prima elencati.

Dettagli che fanno la differenza

I dettagli che fanno di una calzamaglia o di una maglia o boxer un prodotto di qualità sono la realizzazione delle cuciture, la lunghezza abbondante di maniche e vita, la presenza di un collo protettivo se non di un cappuccio e magari ma non necessariamente una mezza cerniera sul petto. Le cuciture piatte non daranno fastidio nei movimenti e non irriteranno la pelle nemmeno dopo ore di attività, soprattutto nelle zone più delicate del corpo come sotto le braccia o inguine.

Cucitura piatta di Storfit

Altra caratteristica interessante sono i tessuti tramati che nel lato a contatto con la pelle presentano un disegno a rilievo, questo lascia un 30% di superficie del tessuto staccato dal corpo, consentendo una più elevata ventilazione.

Capi a compressione o meno

La scelta è personale. Per quanto alcuni studi confermino che i capi a compressione, influenzando la circolazione del sangue nei muscoli possano migliorare le performance sportive, sicuramente per la maggior parte delle persone non sono confortevoli come i capi “normali”, sicuramente capi a compressione implicheranno l’uso di tessuti con fibre sintetiche.

L’intimo vero e proprio

Sotto allo strato base naturalmente indosseremo la biancheria, anche in questo caso la scelta giusta di slip, boxer, calze e reggiseni è fondamentale per mantenere il comfort della persona. Un intimo di cotone si inzupperà di sudore al minimo sforzo, raffredderà il corpo e non asciugherà mai sotto agli altri strati. I materiali con cui sono realizzati questi capi sono i medesimi degli strati base e ne ricalcano le caratteristiche.

Marco Melloni

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