È ormai provata e accettata da tutto l’universo degli escursionisti la grande importanza che i bastoncini rivestono in un trekking, sia da un punto di vista tecnico, per l’equilibrio e la sicurezza che garantiscono, sia da un punto di vista fisico, per la migliore distribuzione del carico, il miglior sviluppo muscolare e la migliore respirazione che assicurano.

Non vogliamo però soffermarci su questi aspetti che sono già stati trattati in un precedente articolo (I bastoncini da trekking: perché anche tu dovresti usarli), quanto piuttosto analizzare il bastoncino nel suo funzionamento e nelle sue componenti, per capire quali sono le variabili da considerare nella scelta.

Costruzione e componenti fondamentali

Innanzitutto occorre fare una prima distinzione che riguarda i materiali utilizzati nella costruzione del bastoncino. Esistono infatti bastoncini in alluminio e carbonio.

  • Alluminio: i bastoncini in alluminio sono ancora i più diffusi, sono più robusti oltre che più economici. Proprio grazie al materiale più resistente garantiscono più sicurezza in caso di urti e una maggiore durata nel tempo. Tutto questo, a scapito però del peso, un elemento da non sottovalutare per chi ha bisogno di portare con sé il minor carico possibile;

  • Fibra di carbonio: è un materiale più leggero, ma anche più costoso. Questo materiale è molto rigido, ma ha una bassa resistenza agli urti, pertanto rispetto al bastoncino in alluminio, un bastoncino in carbonio può rompersi più facilmente a causa del suo comportamento più fragile. Assorbe meno gli urti e, in caso di escursioni lunghe, affatica meno grazie al minor peso.

In secondo luogo è necessario considerare la lunghezza e il numero di sezioni di cui esso è composto; esistono bastoncini fissi (non regolabili) e bastoncini telescopici (regolabili). Se il bastoncino fisso è più stabile e consente di sentire meno le vibrazioni del terreno, ha lo svantaggio di non poter essere regolato, pertanto dovremo camminare con un bastoncino che, se in pianura ha un’altezza a noi congeniale, probabilmente ci risulterà lungo in salita e corto in discesa. Da questo punto di vista, il problema viene risolto dai bastoncini telescopici, che possono essere allungati o accorciati a seconda della necessità.

  • Bastoncini a due sezioni: i bastoncini a due sezioni sono più resistenti e robusti, pertanto sono consigliati per attività più lunghe e complesse come le uscite in montagna sulla neve;

  • Bastoncini a tre sezioni: questi bastoncini, avendo un punto di snodo risultano meno stabili e assorbono le vibrazioni in misura minore. D’altro canto, sono molto più compatti una volta chiusi: per questo sono molto più comodi da riporre nello zaino.

I bastoncini regolabili possono avere diversi sistemi di bloccaggio:

  • Leva esterna: viene aperta per regolarlo e richiusa attorno al tubo una volta scelta la lunghezza;

  • Pulsante con scatto: consente di liberare o bloccare lo scorrimento di un tubo nell’altro;

  • Twist: consiste nel sistema di rotazione di un tubo all’interno di quello più grande.

Un altro importante aspetto da considerare nella scelta del proprio bastoncino è l’impugnatura, perché non dimentichiamo che dovremo tenerlo in mano per parecchie ore e un’impugnatura scomoda o fastidiosa è quanto di peggio ci si possa aspettare. Avremo diversi materiale tra i quali scegliere:

  • Sughero: il sughero è un materiale malleabile e col tempo l’impugnatura assume la forma delle mani; inoltre il materiale risulta efficace nel resistere alla sudorazione delle mani, ma d’altro canto assorbe anche l’acqua, pertanto non è adatto in condizioni di neve o pioggia;

  • Gomma: la gomma è più adatta al freddo grazie alle sue capacità di isolamento termico, ma d’estate, con il sudore, finisce per irritare le mani. Inoltre, essendo un materiale piuttosto robusto, è ideale per assorbire le vibrazioni e quindi per tutti coloro che praticano escursioni impegnative;

  • Schiuma: la schiuma, esistente in diversi modelli, è un materiale molto morbido e leggero, in grado di assorbire il sudore e conservare la sensazione di freschezza sulle mani, ma come il sughero, assorbe anche l’acqua, in caso di pioggia.

Valutata l’impugnatura, occorre dare un’occhiata alla rondella. La rondella ha la funzione di impedire che il bastoncino affondi troppo nel terreno. Più è grande più è adatta per terreni in cui è facile affondare. Per un’escursione sulla neve, dunque, sarà necessaria una rondella più ampia rispetto a quella che useremo in un sentiero sterrato. Considerate che le rondelle sono sostituibili ma bisogna sempre controllarne la compatibilità, non tutte si adattano ad ogni bastoncino.

La manutenzione dopo l’utilizzo

Una volta scelto qual è il bastoncino ideale, è importante considerare che non possiamo abbandonarlo a sé stesso. Si sa, l’attrezzatura, se curata con attenzione, dura più a lungo e si conserva meglio.

Cosa fare dunque dopo averli usati per un’escursione? Per quanto sembri un prodotto su cui non c’è granché da fare, una semplice ma accurata pulizia può fare la differenza. Lasciateli asciugare e puliteli con un panno in modo da rimuovere ogni traccia di acqua, fango, sassolini e quant’altro. Soprattutto, pulite i tubi interni prima di richiuderli perché la sporcizia, depositata nel canale di scorrimento dei tubi,  rovina il sistema di funzionamento e prima o poi vi ritroverete con un bastoncino che no si apre più. Lo stesso discorso vale per i punti di snodo, che vanno puliti e fatti asciugare con cura, per scongiurare una fastidiosa formazione di ruggine.

Ecco, non vi resta che preparare la prossima escursione avendo ormai capito che, non solo che il bastoncino da trekking è fondamentale, ma avendo anche imparato a sceglierlo con cura valutandone tutte le variabili. E se non avete ancora deciso dove andare, è ora di scoprire “Da zero a 4000, il nuovo ciclo di escursioni che Storfit e 4actionsport hanno organizzato per voi: natura, formazione e test di attrezzatura di qualità.

Mattia Bellotti

Recent Posts

Leave a Comment