Era il 1995 a Venice, California, e la storia si stava ripetendo: le onde non sempre erano frequenti e i surfisti cercavano un’alternativa che colmasse la loro fame di onde (negli anni ’60 e ’70 successe lo stesso con la nascita dello skateboard moderno).

Alcuni di loro presero uno skate e si lanciarono in strada, nei quartieri storici di Venice e Santa Monica che sono un vero e proprio skatepark di ripidi vicoli e rampe, ma si resero conto che surfare queste “onde di asfalto” non rendeva l’esperienza abbastanza simile a quello che offriva il vero surf.

Con lo skateboard classico i movimenti erano troppo rigidi, non si poteva simulare uno “snap”, un “cut back”  (tipiche manovre del surf) e soprattutto non si riusciva a riprodurre il movimento fluido del “pumping” che sulle onde genera velocità. Provarono a svitare la vite centrale (pivot) dei carrelli (trucks) in modo da far curvare di più gli skate ma ottennero solo tanta oscillazione a grandi velocità e le strade più ripide diventarono impossibili da “surfare”.

Nacque, così, l’idea di un truck (carrello) rivoluzionario, che permetteva curve morbide e fluide, pompare l’asfalto come se fosse un’onda e chiudere con uno snap radicale (manovra tipo derapata); era il 1996.

Negli anni a seguire ci fu un’evoluzione che portò a quello che è ora il surfskate, composto da un truck “classico” posteriore e da un truck “surf” anteriore. Negli ultimi 10 anni diversi brand hanno sviluppato il loro modello, alcuni dei quali dando vita a nuovi ed esclusivi progetti.

Oggi definire uno meglio dell’altro è diventato davvero difficile, il livello è alto e la competizione serrata, qualcuno spicca per la precisione, qualcun’altro per la fluidità nelle manovre, altri per il prezzo accessibile. C’è solo l’imbarazzo della scelta!

Il surfskate è solo per i surfisti?

Assolutamente no! Ma andiamo per gradi.

L’utente maggiore è sicuramente il surfista, che lo usa principalmente per un motivo: perfezionarsi nel surf.

Il tipo di allenamento da seguire va rapportato al proprio livello nel surf e soprattutto va strutturato ed adeguato a ciò che si vuole migliorare. Quelli che possono trarne maggiore vantaggio sono i principianti: postura, conduzione, movimento delle spalle rispetto alla tavola, impostazione delle “curve”, uso del tail (coda) e dei rail (bordi). Tutti esercizi che con il surfskate è possibile ripetere quante volte si vuole e con costanza fino a memorizzarli e automatizzarli, per cui il surfskate può diventare un ottimo alleato per ridurre, almeno un po’, i tempi di apprendimento, che con il surf si dilaterebbero a causa dei tempi di attesa tra un onda e l’altra e soprattutto tra una mareggiata e l’altra.

Anche i surfisti di livello intermedio possono allenarsi con il surfskate e trarne vantaggio, basta semplicemente spostare l’attenzione su altri movimenti da automatizzare, magari vi sarà di aiuto usare una bowl (piscina da skateboard) o strutture simili come la modernissima onda di legno: una rampa a forma di onda che permette di simulare al meglio quello che di solito si fa in acqua sulle onde.

Per i surfisti più esperti, invece, è una splendida soluzione per continuare a divertirsi e calmare la fame di onde nei lunghi periodi di piatta.

Serve solo per allenarsi?

Ancora, assolutamente no! Il surfskate lo si può utilizzare per semplice divertimento e così fanno molti surfisti che oltre per allenamento ne fanno un utilizzo puramente ludico. La fluidità con cui scorre grazie alle ruote grandi e morbide, la facilità con cui si possono fare curve più o meno strette grazie al suo truck anteriore, l’immediatezza di apprendimento e il feeling, fanno sì che il surf skate piaccia anche a chi non è un surfista e vuole semplicemente trascorrere qualche istante godendosi le sensazioni che dà.

Il surfskate è per tutti, dai 5 anni in su (perché no, anche per chi ha 70 anni o più), sia che siate surfisti o semplici appassionati potrà regalarvi bellissime sensazioni.

Ma non finisce qua, perché il surfskate è un ottimo mezzo di trasporto, agile in città e scorrevole sulle piste ciclabili o sul lungomare. Per spostarsi quotidianamente in modo comodo, veloce, economico ed ecologico!

3 consigli pratici

Dove praticarlo?

Come già accennato si può usare nelle bowl, negli skatepark e sulle onde di legno, ma vi basterà anche solo uno spazio con fondo liscio (una pista di pattinaggio, una piazza, un parcheggio vuoto, ecc.) oppure in giro per la vostra città o il vostro paese.

Quale surfskate scegliere?

Che siate surfisti esperti, principianti o semplicemente incuriositi da questo “nuovo” stile, vi consiglio di iniziare con uno Slide surfskate, ha un ottimo rapporto qualità prezzo, una buona fattura generale e buona fluidità nell’utilizzo ad un prezzo super competitivo!

Dove imparare?

Ormai in Italia ci sono diverse scuole di surf skate, molto serie e professionali, con istruttori federali di skateboard. Potrete rivolgervi a quella più vicina a voi oppure chiedere a qualcuno che già lo pratica da qualche tempo, in modo da farvi dare qualche consiglio per il primo approccio, ma nel caso non vi fosse possibile anche internet offre ormai una buona quantità sia di tutorial che di video di surfer professionisti, come ad esempio il surfista italiano Edoardo Papa,  il brasiliano Yago Dora o la californiana Courtney Conlogue, dai quali avrete sicuramente modo di carpire qualche “segreto”.

E ora non vi resta che unirvi alla grande famiglia dei surfskater: let’s surfksate!

 

Daniele Di Sannio – SP school of skateboard

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