Tecnica di arrampicata laterale: come, quando, perché

Il movimento laterale è la tecnica che ha fatto impazzire tutti i principianti durante il loro primo corso d’arrampicata. “Fai il laterale”, “Mettiti in laterale”: i vostri istruttori ve lo avranno gridato chissà quante volte… ma quali sono le vere differenze tra questa tecnica e la tecnica frontale?

In quest’articolo vediamo insieme come praticarla, quando praticarla e anche perché.

Tecnica del laterale

Il laterale è quel movimento che si attua con il fianco laterale rispetto alla parete. A differenza del movimento frontale – con il quale si ha il petto di fronte alla parete – quando scaliamo in laterale ci ritroviamo con un fianco o con l’altro più vicino possibile alla parete d’arrampicata.

Come per il frontale, anche nel laterale il piede in spinta è lo stesso della mano che si sta muovendo verso la prossima presa. I piedi sono paralleli, distanti e spingono con la punta. Le braccia restano più stese possibile. Le anche restano chiuse.

Quando arrampicare in laterale

L’arrampicata in laterale diventa non solo utile, ma anche necessaria, quando si affrontano pareti dal leggermente al fortemente strapiombante. Quando arrampicherete sulle bellissime formazioni a canne di Kalymnos ad esempio, vorrete e dovrete sfoggiare il vostro miglior laterale!

Un altro caso in cui torna molto utile usare questa tecnica è dovuto non alla parete ma alla tipologia di presa che si incontra. Quando si tengono delle prese verticali infatti, per caricarle al meglio ci si posizionerà naturalmente in laterale, in modo da tenerle con il braccio steso e sfruttando il peso del proprio corpo per “tirarle” più a lungo possibile.

Ma soprattutto, perché?

Il perché scalare in laterale è il motivo che sta alla base di tutta l’arrampicata in generale: fare meno fatica possibile. Quando la parete strapiomba, ci permette di avvicinare il baricentro del corpo alla parete, subendo, così, il meno possibile la forza di gravità che ci allontana dalla presa successiva e che ci pesa sugli avambracci. Se su un muro artificiale strapiombante fate la prova di partire dalle stesse prese (appigli ed appoggi) vedrete che in frontale arriverete meno lontani e sarete costretti a chiudere molto di più il braccio, faticando di più del necessario. Con il movimento laterale invece, se ben effettuato, avrete una scalata molto più efficiente, dinamica e fluida.

Non è finita qua, perché si potrebbe scendere ancora più nel dettaglio, ma questo compito lo lasciamo ai vostri istruttori, che saranno in grado di farvi scoprire tutti i benefici di un movimento laterale ben attuato. Noi cerchiamo di farvi conoscere meglio argomenti che non magari avevate mai considerato o che avevate dato per scontati.

E ricordatevi: il laterale non porta male!

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